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venerdì 14 maggio 2010

Riflessione sulla Biodiversità

di Francesca Giannetti



Introduzione:
Ho aperto il mio vecchio blog ed ho trovato questo post che avevo scritto dopo aver sentito un intervento di Vanda Shiva a Terra Futura due anni fa.
Visto che siamo nell'anno della Biodiversità vorrei condividere questi miei pensiere strampalati con tutti quanti...
Francesca


"Terra Futura mi ha dato l'opportunità di riflettere su un tema importante come la Biodiversità. L'intervento al quale ho assistito di Vandana Shiva, Presidente della Commissione Internazionale sul Futuro dell'Alimentazione e dell'Agricoltura, mi ha lasciato senza parole, ma con una molteplicità di domande nella testa.
Non tutti forse sanno cosa si intende per Biodiversità, questa parola è ormai entrata a far parte del nostro vocabolario. La sentiamo milioni di volte citata in tv, sui giornali, in qualsiasi intervento riguardante l'ambiente.
Ma cosa si intende per Biodiversità?

Per Biodiversità si intende l'insieme di tutte le forme, animali o vegetali, geneticamente dissimili presenti sulla terra e degli ecosistemi ad essi correlati. Quindi biodiversità implica tutta la variabilità genetica e ecosistemica.

Il diverso in Italia ha sempre contraddistinto un qualcosa di negativo, diversità non ha quasi mai significato nella nostra lingua un qualcosa di positivo, diverso è qualcosa che devia dalla normalità, che non rispecchia gli standard.
In inglese, però, "diverse" significa vario, molteplice; per questo quando si parla di Biodiversità (Biodiversity) non si deve attribuire un significato negativo, ma questa semplice parola va intesa come Biovarietà o Varietà della Vita.
La biodiversità quindi va difesa per salvaguardare le molteplici forme in cui la Vita si manifesta. Modo Vegetale, Animale, i Microrganismi vanno difesi per la Varietà che il nostro pianeta ha saputo esprimere... Si parla sempre più spesso di standardizzare le coltivazioni, le foreste ma questo significa perdere irreversibilmente la Varietà della Vita che è il fulcro dell'esistenza.
E' giusto che l'uomo, con la sua pressione sull'ambiente, elimini elementi genetici e, di conseguenza, fenotipici che la Natura ha saputo creare??
Vandana Shiva durante il suo intervento a Terra Futura ha ricordato come la Biodiversità sia importante per la Libertà della Vita.
La riscoperta, anche di piante, la cui coltivazione è stata abbandonata per una coltivazione intensiva e monospecifica può essere un passo per mantenere la biodiversità che si sta sempre più perdendo.
La freneticità del mondo di oggi, non lascia spazio al pensiero del Diverso.... ???
Ci si deve ricordare che un ecosistema è regolato da flussi energetici dove ogni organismo che ne faccia parte diventa un tassello fondamentale per la perpetuazione degli altri organismi che compongono la comunità dell'ecosistema. Ci sono organismi che trasformano la materia inorganica in organica per renderla disponibile ai consumatori primari e secondari ecc... e se qualcosa va perso???
E' giusto intaccare una "macchina" perfetta eliminando la Biodiversità che è la fonte primaria di energia per la vita???
Penso che tutti nel nostro piccolo dobbiamo fare qualcosa affinchè la salvaguardia dei pacchetti genetici di ogni organismo sulla terra possano garantirci un futuro biologico dove sia possibile resistere ai possibili cambiamenti. Bisogna ricordarsi prima di tutto che la Diversità della Vita è il fulcro della sua perpetuazione."

lunedì 30 marzo 2009

A.A.A. Progresso cercasi… o regresso ai diritti della preistoria?


di Matteo Pasquini 

Al World Water Forum si è scoperta l'acqua calda... oltre a tutti i giochi di parole che si possono fare, la situazione ha realmente del grottesco.
E' incredibile come l'umanità non possa fare a meno di non andare d'accordo con sé stessa. La molecola più conosciuta sulla Terra H20, costantemente ricercata anche su altri pianeti è stata messa in discussione...
Fin da piccoli ci è stato insegnato che non si spreca. Personalmente, me li ricordo ancora gli schiaffoni che mi piazzavano dietro al collo i miei quando mi beccavano 
a maneggiare un palloncino o un secchiello sulla spiaggia pieno d'acqua “dolce”, presa dalla fontanella vicina. “Ma non ci pensi a quelli che muoiono di sete!” mi dicevano. Dico la verità, a quel tempo e anche con tutte quelle ramanzine alle spalle, in fondo non me ne rendevo ancora conto.
Non voglio però portare l'attenzione sullo spreco di acqua, sarebbe un
 argomento troppo complicato da affrontare per il sottoscritto. Il discorso che pongo qui è di natura diversa e più elementare: com'è
 che politici rappresentanti dei loro popoli, non riescono a riconoscere l'acqua come un diritto?
Eppure la vita è un diritto, no? Spulciando la Carta dei Diritti dell'Uomo guardate che si trova all'Articolo 25: “Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari”.
Forse la cosa può essere interpretata soggettivamente, ma almeno io ho fatto il il mio personale due più due e sono arrivato alla conclusione che in quel paragrafo l'acqua è citata indirettamente almeno (almeno!) per la categoria alimentazione.
Si dice...Punti di vista... Fatto sta che in data 22 marzo 2009, le Nazioni Unite forti dei loro 192 stati membri, hanno finalmente sancito che... “L'accesso all'acqua è un bisogno fondamentale dell'uomo.” Ma non mi dite... Anche se lo dicevano all'australopiteco, senza avere tutta la conoscenza che abbiamo noi oggi, quello avrebbe ribattuto: “grazie al cavolo!”.