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domenica 15 maggio 2011

Quando gli inachiani si incontrano

di Inachis
(Nella foto: in alto Monica, Francesca, Marco, Luigi, Maria Laura, Enrico, Laura, Cristiana e in basso Fabrizio)

“Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità.”

Madre Teresa di Calcutta


Spesso ci incontriamo per Sentieri, per Montagne, in mezzo alla Natura... questa volta un gruppo di Inachiani si è riunito in una città. Il motivo? L'Amicizia e la voglia di stare insieme. Ci siamo incontrati perchè spinti dalla voglia di fare tutti quanti un'esperienza come quella dei campi di volontariato, perseguire un pensiero, non sempre lo stesso, ma, rispettato da tutti quanti. Abbiamo imparato a ridere, scherzare condividere e rispettare, per arrivare ad essere Amici!!

sabato 11 settembre 2010

".. tale è il bagaglio che porto a casa.." Campo di volontariato 21-30 agosto 2010, PNALM

di Jennifer, Marta, Andrea, Giorgio, Pietro, Michele, Antonio, Valentina, Luigi e Claudia

Non pensavo di essere il primo a scrivere ma tocca proprio a me l’ultimo giorno prima di partire. Sono tornato dopo un anno e oltre ai posti sempre meravigliosi ho trovato vecchi e nuovi amici con i quali ho condiviso giorni fantastici. Il tempo mi è volato senza rimpianti anzi uno c’è, esser stato troppo poco con voi. Devo ringraziarvi tutti, ogni giorno passato con voi lascerà dei tratti indelebili nella mia vita. Sperando come sempre di svegliarmi e ritrovarmi ancora qui insieme a voi, di poter ridere, scherzare, sudare, lavorare e chi più ne ha più ne metta. Michele

Ognuno ha sempre da imparare anche su argomenti a lui già noti ed anche da persone che questi argomenti conoscono meno di lui”(Anonimo) In questi giorni sto sperimentando ciò che esprime la frase scritta sopra. Io dopo tanti anni che ho fatto il volontario, ho coordinato i volontari, avviato un progetto di volontariato, guardando persone come Michele, Marta, Valentina, Jennifer, Pietro, Giorgio, Andrea, Claudia e Luigi sto imparando “cose nuove” ma soprattutto persone “speciali”. Grazie a tutti voi! Antonio

Pochi giorni alla fine del mio terzo campo con la farfallina, vecchie amicizie che s
i consolidano sempre più e sempre più nuove amicizie che il volontariato porta a farci vivere. La consapevolezza che non sarà mai un’ addio ma sempre un’ arrivederci fra tutti quanti noi mi rende forte e sempre più sicura che Inachis è una grande famiglia, aperta a tutti ed a tutto! P.s. domani andiamo sul Monte Amaro e io: “Luigi ma il sentiero per arrivarci com’è??? Luigi: “Lo hanno chiamato Monte Amaro.. “ Speriamo bene! Ciao Inachis, a presto! Valentina

.. come per ogni campo vissuto con i volontari INACHIANI anche alla fine di questo campo torno a casa con delle pietre e della sabbia che mi ricordano Jennifer, torno a casa con una pentola piena d’acqua fredda che mi ricorderà Valentina, torno a casa con un aeroplano di ca
rta che mi ricorderà Pietro, torno a casa con un panino che mi ricorderà Andrea, torno a casa con una foto alla sbarra della Camosciara che mi ricorderà Michele, torno a casa con canzoni fischiettate che mi ricordano Giorgio, torno a casa con un sorriso che mi ricorderà Antonio, torno a casa con un abbraccio che mi ricorderà Luigi, torno a casa con uno sguardo pieno d’amore che mi ricorderà Claudia, torno a casa con una anzi la FARFALLINA sulla maglietta che mi ricorderà la grande famiglia di matti di INACHIS. Marta

.. Ma la tristezza legata alla fine di un’avventura è passeggera, mentre ciò che essa lascia in noi è veramente duraturo; tale è il bagaglio che port
o a casa, e senza dubbio mi sarà d’aiuto anche quando le emozioni vissute al campo si saranno affievolite. Inoltre resta l’amicizia con le persone con cui ho condiviso questi magnifici dieci giorni; resta solo da iniziare i vari giri in Italia per rincontrarle! Giorgio

.. Vi ringrazio per il calore con cui mi avete accolto e per avermi dato la possibilità di vivere questa esperienza; chiedo scusa inoltre per aver turbato i vostri sonni con il mio rumore! Vi voglio bene!
p.s. prometto che la prossima volta saprò far una piadina degna di questo nome e per quanto mi sarà possibile cercherò di ridurre la magnitudo del mio rumore. Pietro

Quando ho scelto di affrontare questa esperienza l’ho fatto proprio per vivere a
pieno la natura, per ritrovare quella tranquillità e serenità che solo posti come questi sanno darti; l’unico pallino che ogni tanto mi faceva pensare era il fatto di condividere questo tempo con altre persone, di non sapere come poter legare con loro dal momento che non sono una persona di molte parole (all’inizio almeno! .. cioè più o meno! :-)).. E invece dopo un inizio un po’ incerto, mi è stato assegnato il primo servizio con Marta, e le cosa hanno cominciato a cambiare: finalmente cominciavo a conoscere la realtà di ognuno di noi, cosa aveva spinto ciascuno a venire o, perfino, a ritornare qui al parco.. sono orgogliosa e sicuramente felice quando adesso mi ritrovo a pensare di aver stretto delle belle amicizie che mi auguro di approfondire nel tempo. Jennifer

"..una piccola parte l'hanno fatta gli occhi, al resto ci ha pensato il cuore.." Campo di volontariato 2-11 agosto 2010 PNALM

di Francesco, Davide, Paola, Sara, Fabio, Monica, Maria Pia, Fernando, Roberto, Roberta, Francesca, Gabriele, Claudia e Luigi

Oggi ho scritto sul mio diario: .. il loro incontro mi ha permesso di riempire una parte del mio vuoto e questo è bellissimo. Mi alimentano. Sono vita per me.. forse loro non lo sanno. Io lo so e dentro di me continuerò a ringraziarli. Sara

.. sono arrivata qui con tante domande e tante “tossine” da depurare. Il mio obiettivo era quello di far qualcosa per l’ambiente, per queste splendide montagne.. ma già dal mio primo risveglio qui in questo magico Casone, che ha visto transitare migliaia di volontari, mi sono accorta che era questo posto, queste montagne a darmi qualcosa, a far qualcosa per me, a ridarmi gran parte di quella serenità perduta nei mesi passati. E poi l’incontro dei tanti volti sconosciuti che pian piano sono diventati intimi, ciascuno con un proprio vissuto e con un patrimonio umano ineguagliabile. A voi tutti, che siete ormai parte di me, il mio grazie di cuore per aver reso unica questa esperienza. Maria Pia

Se alla fine dell’esperienza Inachis vi scendono spontanee lacrime dagli occhi.. non vi preoccupate! È solo un piacevole effetto secondario! Fabio

.. una piccola parte l’hanno fatta gli occhi, al resto ci ha pensato il cuore.. Davide

.. non avrei mai creduto di legarmi così a delle persone sconosciute con le quali si è creata affinità già dalla prima sera.. ringrazio tutti indistintamente per tutte le emozioni che mi hanno regalato con l’augurio di poter trascorrere con loro un’altra esperienza simile. Paola

Un giorno un amico mi disse: và sempre a mani vuote perché se hai qualcosa tra le mani non riuscirai mai a prendere ciò che gli altri possono darti! Fabio

.. questi 10 giorni.. dolcemente sconvolgenti e che mi hanno rivoltato l’anima.. mi hanno impresso nel cuore ogni singolo momento passato ad ammirare le cascate e i faggi della liscia.. il rifugio alla fine lo sento come casa mia, e quel sentiero che ogni volta mi svelava qualcosa di nuovo è magia pura!!! P.s. i vostri sorrisi li porto con me, nello zaino ci metto anche la speranza di ritrovarvi qui il prossimo anno e la consapevolezza che al Casone succede sempre qualcosa di magico.. Davide
p.s. ricordatevi sempre di ridere!

Inachis è per sempre! Francesco

Che magnifica sorpresa, questo posto, tutti voi in modo diverso! Erano anni che non trovavo così tante persone affini, che non mi facevo così tante risate spontanee.. in fondo è vero le cose arrivano proprio quando devono arrivare!!!
Mi porterò a casa la magia di questo posto incantato, l’Orso Bruno ed il Cervo Cornus- magari ci sono davvero- e tutti voi che sicuramente non perderò.
O regina reginella quanti passi devo fare per arrivare al tuo alveare?.. 3 passi da biscia, 2 passi da tasso, 3 passi da foca, 2 passi da puffacchiotto! Roberta

Condividere lo sforzo, gli ideali di protezione per la Natura con tante persone, dai vissuti differenti, dalle esperienze più lontane, mi ha nuovamente stupito, e mi ha rinfrancato la mente.. Auguro a tutti quanti di non dimenticare lo spirito di vita di questi giorni, semplicità e collaborazione.. Monica

lunedì 12 aprile 2010

Campo Inachis 2-5 aprile 2010

dei volontari di Inachis

..in questo immenso amore ci troviamo in tanti e… strano a dirsi, alla fine parliamo di montagne, boschi, animali, cielo, terra, un pugno di abitanti… e ci sentiamo amati, ricambiati. Cristiana

Questi 3 giorni sono volati, ho fatto tante tantissime cose nuove che non avrei mai immaginato! È stato davvero un’ottima esperienza ed è stato bello conoscere tanti nuovi amici! Maria Laura

Buongiorno volontari!! Proprio ora che iniziavamo a conoscerci bene è già ora d’andar via!! : ( uff…!!! Lorenzo


…e tre! Sono al mio terzo campo di Inachis, ed è l’ultimo giorno. Cristiana e Manuela sono già partite, noi si partirà nel pomeriggio. Si è visto posti nuovi, gente nuova esperienze nuove, e questa la magia, ovvero come grazie a questo stupendo posto la gente si unisca come per incanto, è questo che rende tutto talmente bello da farlo rivivere. Ci vediamo, spero con tutti, ad Agosto, ciao ciao Carmine

MONICA: Angy, io non ho scritto niente questa volta sul quaderno.
ANGELA: pure io perché mi sento a casa
MONICA: Io non so, forse perché ho un po’ il cuore chiuso, sigh.
ANGELA: sono momenti, è giusto così e poi se porti a casa la scritta “cantiere di lavoro” una ragione ci sarà. Vuol dire che potresti ricominciare o rimettere le mani in pasta per cambiare qualcosa.
MONICA: grazie, sei tanto cara; come al solito tornerò a casa comunque con la magia di questo posto nell’anima, i sorrisi dei deliziosi volontari, la bellezza della natura, l’immensità delle montagne che nello stesso tempo mi trasmettono protezione.
ANGELA: Tutti siamo venuti qui per cambiare qualcosa nella nostra vita, davvero un posto strano!!
MONICA: E’ vero, hai ragione, ammetto che è così! Va bè sciam a Pescasseroli! Un bacio e a dopo..

lunedì 1 marzo 2010

Buon compleanno Inachis!

dei volontari del campo di Inachis del 4-8 dicembre 2009

Ri-eccoci qua.. compleanno Inachis… sempre più numerosi, bellissimo!!!! Valentina

..”Ciò che il bruco chiama fine del
mondo, il resto del mondo chiama farfalla”. Circa un’ora fa io ed il simpaticissimo Nicola abbiamo letto per la prima volta questa frase e ci siamo detti: “Ma che cosa significa?” Ci abbiamo riflettuto un po’, poi ci siamo immedesimati nel bruco…
..la stanza è stata invasa dai miei compagni... poi devo cedere questo diario agli altri, affinchè possano scrivere qui quello che pensano. Grazie Inachis, con affetto. Marco


Un momento nella vita in cui conviene diventare montanari e così guardare le cose dall’alto cercando di scovare una qualche logicità. Gabriele

..Cosa dire di questo campo… un po’ strano rispetto a quelli da me
vissuti in questo meraviglioso cuore del parco. ..Sicuramente prima di iniziare questo nuovo campo avevo aspettative diverse, ma è proprio questo il bello della vita… il suo essere a volte molto spesso imprevedibile! Marta

…I giorni qui sono stati pochi, freddi, meno faticati rispetto a precedenti occasioni, eppure di una intensità emotiva e comunitaria rara... Roberto

2° volta con Inachis. “Sta'” volta nel Casone Antonucci... consid
ero la differenza tra il 1° e il 2° campo… molto differenti, ma con alcuni elementi costanti che danno sicurezza, però ci sono elementi nuovi a me molto cari che sono riuscita a portare qui! Quindi sono soddisfatta! Elisa

…essendo cresciuta nel Parco dell’Alta Murgia non ho potuto fare a meno di confrontare il mio territorio a questo in cui sono ora. Le differenze sono tante dal punto di vista geografico, paesaggistico ecc.. ma quello che ho trovato in comune è il bagaglio di sensazioni, emozioni che mamma Gaia ci regala, semplicemente consentendoci di camminare sulla sua pelle (reminescenze del documentario visto poco fa “Una scomodà verità” Al Gore). Come non emozionarmi davanti alle orme fresche o no, di un lupo, di un orso oppure di un cervo? Animali che spesso si conoscono solo attraverso i media o le fantasticherie delle favole che abbiamo ascoltato in tenera età. È proprio questo, secondo me, lo spirito di un (aspirante) vero volontario! Una persona adulta che riscopre il suo essere bambino affascinandosi delle meraviglie naturali e sentendosi parte integrante di un universo creato non solo per lui!... Vera

Ricammino sulle strade, sui sentieri, rivedo le montagne con nuovi colori e il sole caldo di questi giorni ha fatto risplendere le cortecce degli alberi spogli… Sono sospesa tra le sensazioni che questo posto mi regala e le sensazioni legate al gruppo con cui condivido questa avventura… Angela

E rieccomi qui, finalmente ho tolto il cartello “torno subito” dalla mia branda, ma purtroppo mi toccherà rimetterlo tra breve, questa festa è durata poco ma so che continuerà tra qualche mese. Ormai ci sono dentro, “sta cosa crea dipendenza”; infatti dovrebbero scriverlo sotto ogni campo di volontariato, ma senza scriverci “attenzione” prima... Carmine

…Dormire davanti alla Camosciara innevata, passeggiare tra tappeti di
foglie rosse, fare la maglia davanti al fuoco, mangiare in convivialità con tante persone… sono stati questi i doni che l’abruzzo mi ha regalato, oltre alla grande emozione di toccare le impronte dei lupi e degli orsi… la potenza tangibile del paesaggio di questi animali è indescrivibile come emozione. Rossella

domenica 18 ottobre 2009

Campo di volontariato di Inachis Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise- Agosto 2009: pensieri sparsi

di Rossella, Angela, Michele, Carmine, Valentina, Giuseppe, Elisa, Marta, Roberto, Martina, Monica, Nicola, Cristina, Miguel, Luigi e Claudia

Caro diario, a me è toccato l’onore, di iniziare il diario del 1° campo di Inachis.. Sono molto “confusa e felice”, percorsa da sensazioni diverse…

Le montagne sono sempre incantevoli, il verde inebria la vista e quando tutti questi turisti saranno andati via si godrà del silenzio sotto il cielo stellato… qui c’è il cielo più bello mai visto…

Aprite gli occhi, il cuore, la mente, i polmoni, f
ate entrare dentro ognuno di voi questo posto magico che vi rilascerà la pace per tutti i momenti tristi e duri dell’anno.

È stata una bellissima giornata, il gruppo è già molto affiatato e promette benissimo. Ognuno contribuisce con la sua sfumatura…

…I 4 uomini o meglio moschettieri con l’ancella Vale sono alla volta della vetta del Mattone.. (Rossella)

..Ieri la fatica della salita e del lavoro per trasportare ed infiggere i paletti è stata abbondantemente ripagata dalla bellezza incantevole del paesaggio che dalla vetta del Monte Mattone si godeva…. (Giuseppe)

Domattina “Ballo del Mattone”! (Elisa)

..la pioggia minacciava ma siamo rimasti impavidi e dopo aver pranzato sotto la pioggia come tanti coloratissimi folletti il panorama ci ha ricompensato. (Rossella)

..mi manca già Nicola che mi (ci) ha portato al Monte Mattone, un’esperienza unica perché mi ha riempito di soddisfazione… (Valentina)

Ciao a tutti les voluntarios de Vall Fondillo!
Queremos agradaceros la acogida que nos habeis dado y con el carino que nos habeis tratado durante estos dias. Nos llevamos un buen recuerdo de este più bello Parque Nationale de Abruzzo y especialmente de tutti vosotros. Con carino del nostre cuore. (Cristina e Miguel)

Sul sentiero solitario, solo soletto si aggira verso le ore 12:00 un lattanzolo (piccolo di cinghiale) Bellino di colore rossiccio con i peli della faccia arruffati ciondolava tra gli arbusti con il musetto puntato verso terra in cerca di cibo… ha cominciato a correre sul sentiero fino a perdersi tra le foglie. L’ultima cosa che ho visto è stata la sua codina… e questo è stato il mio primo avvistamento. Che meraviglia. (Angela)

…attualmente sono tutti impegnati a fare scherzi alla povera Rossella, che urla a palla! Mi hanno spento la luce mentre scrivevo per prenderla a cuscinate!
… vi dirò che sono molto felice in questi giorni perché ho raggiunto il mio equilibrio interiore e vorrei che questi 2 giorni non finissero mai! E NON E’ RETORICA!
Ho conosciuto 16 (?) persone che difficilmente mi dimenticherò, BELLA GENTE…
..il bergamasco che è diventato in pochissimo tempo la mia guida spirituale e che d’ora in poi dovrà sopporta
rmi quando perdo la BUSSOLA!
Chiudo dicendo che sono IPER CONTENTA di aver condiviso questa cosa con Vale, perché è un momento FONDAMENTALE delle nostre vite!
Ora vado a guardare le stelle! Vi voglio bene e grazie! (Elisa)

..Il sentiero però, non ha omesso di preservarmi qualche lieta sorpresa: in particolare l’aver almeno udito la comunicazione ritualizzata tra due picchi tramite il loro picchiettare sul tronco dei rispettivi alberi di competenza e la visione di una distesa di “Pineroli” (o qualcosa del genere) funghi boleti che crescono nelle pinete, sono stati due eventi che non hanno potuto che rendermi felice dell’esperienza quotidiana intrapresa.

…la nostalgia delle mie spesso solitarie abitudini è stata sovrastata dal piacere di condividere con questi ragazzi una tal comune esperienza.

Eccezionale è stato il fugace avvistamento di un’aquila sulla cima del Monte Capraro ed il passaggio altrettanto svelto di coppie, stormi o individui isolati di gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax) che non avevo mai visto direttamente sulla mia testa, né tantomeno li avevo prima d’ora sentiti emettere i loro versi sghignazzanti a metà tra quello della taccola e quello del corvo imperiale.

… i miei compagni di viaggio: Michele (“Tatà Urs”), che in questo momento mi sta dormendo
in faccia con le fauci divaricate, Carmine (“Sciamninn”), padre della brace serale e delle motociclette, Angela (la “Naturalista delle Murge”), Rossella (la “mammina caciarona”), sempre in vena di sorrisi e battute nonostante la logorrea sovente incessante, Giuseppe (il “principe SuperBotanic”), allo stesso tempo serio e sistematico ma con un’evidente voglia da ragazzino che in certe occasioni si manifesta, Monica (la “salutista Tonica, sonica, tronica,…”), Elisa (la “Pantera di Piombino”), e Valentina (“Risata squillante”), entrambe sia molto attente alla cura del loro aspetto ma anche pronte a sporcarsi le mani al momento opportuno, Marta (la “Flemmatica”), Martina (la “silenziosa pensatrice”), Nicola (“Bon”) magnifico alpinista e conoscitore di montagna, Miguel e Cristina (“Antes y Después”) coppia di sposi spagnoli davvero affiatata, per non dimenticare il nostro coordinatore Luigi (“E’ na vitaccia”) e la tirocinante Claudia. (Roberto)

Ho iniziato questo viaggio con in mano una valigia vuota ma soprattutto con una forte fortissima paura, la paura di non riuscire più a sentire nulla. Spesso la vita ci pone davanti a difficoltà che sembrano insuperabili, difficoltà che ci portano a non credere più nella vita e nella sua straordinaria bellezza. In questi giorni passati qui al parco ho conosciuto dei volontari meravigliosi che porterò sempre nel mio cuore e con cui ho riscoperto la gioia di riaprire un sentiero, di raggiungere una vetta. Mi mancheranno le cene passate insieme, i loro sorrisi, il loro affetto, i loro sguardi, il loro affetto e la loro preoccupazione quando sono caduta da cavallo, mi mancherà il silenzio pieno di vita delle meravigliose montagne di questo PARCO. Grazie a tutti miei meravigliosi volontari! (Marta)

..qui ho riscoperto la gioia di condividere un obiettivo comune e mi sono ricaricata di energia positiva… (Angela)

Una cosa in particolare mi ha fatto stare bene, il fatto di sentire che qui vale molto la parola delle persone, e questo per me è bellissimo.. Qui ho vissuto la natura realmente, ho respirato la natura, e voglio continuare a respirare.
Bene e allora, l’unica cosa che mi vien da dire e di f
are, è cioè di appendere un cartello sulla mia branda con su scritto TORNO SUBITO. (Carmine)

“volontari fuori, involont
ari dentro.”
Credo che sia questo a creare la magia
Un’unica energia, che cammina e che travolge tutto.
Wow, la sento! (Monica)

Qui ci si sente necessari al gruppo e soprattutto VOLUTI e questo è il bello!
…mi stanno distraendo e non riesco a scrivere quello che vorrei!
Via basta che vogliono andare tutti a letto e non mi fanno esplicare la mia vena poetic
a… (Elisa)

..non sapevo cosa mi potesse succedere in questi giorni perché la mia valigia era vuota e adesso me la ritrovo strapiena…
Ragazzi grazie! Mi avete dato un’energia che neanche immaginate siete riusciti a dare “quel di più” che mi mancava! (Valentina)

…per molto di ciò che ho vissuto mi mancano le parole e mi mancano ancora di più per descrivere i posti che ho visto..
..forse è meglio chiudere con dei puntini sospensivi che una vera fine non sono: a presto……

..Comunque il cavallo albino in mezzo alla strada alle 3 di notte era un capolavoro, così come il bivacco sulla forca re?che? o la grigliata pressocchè quotidiana o il voler concludere l’H4 pioggia o non pioggia.. ci sono davvero troppe situazioni e scene quanto meno divertenti (andare in macchina in 9 e stare comodi, il karaoke a civitella, il viaggio sul defender) che mi voglio ricordare. (Martina)

Non sono bravo con la penna né riesco a essere serio. Vorrei dire tante cose ma preferisco di no allora dico solo CIAO A TUTTI E BUONA
FORTUNA VI PORTERO’ SEMPRE CON ME

MI PIACE PENSARE CHE UN GIORNO CI SI RITROVI TUTTI QUI E COME SE IL TEMPO SI SIA FERMATO CONTINUARE LA NOSTRA AVVENTURA DA DOVE L’ABBIAMO INTERROTTA TUTTI INSIEME CON LE NOSTRE PAURE LE NOSTRE INCERTEZZE MA CON LA VOGLIA DI STARE I
NSIEME. CIAO ROTOLO VERSO SUD (Michele)

Stasera c’è un’aria strana.. aria di transizione. Arrivano le nuvole, l’aria rinfresca, intorno il deserto di gente.. e la foresteria di Val Foldillo vuota! È aria di malinconia, ma anche aria di qualcosa di nuovo che si appresta ad arrivare .. Ho avuto la fortuna di essere qui vicino al campo di Inachis, da tirocinante… Siete fantastici… come siete partiti anche voi oggi, tornerete e condivideremo insieme altri bei momenti!.. Stasera ci starebbe qualche lacrimuccia anche per me.. chissà! (Claudia)

lunedì 9 febbraio 2009

Il Volontariato al Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e molise

Testo e foto Massimiliano Caria ©


Un raggio di sole filtra, insinuandosi, tra le ripide vette delle cime che compongono l’ anfiteatro naturale della CAMOSCIARA.
Divide con un taglio perfetto le montagne.
Con fare superbo pare voler scaldare quei luoghi dove l’ inverno ormai alle porte, domina incontrastato.
L’ aria è gelida e immobile.
Una spessa coltre di foglie intrisa di acqua e ghiaccio custodisce il terreno, come una soffice ma gelida coperta, quasi a volergli dare la propria protezione.
Gli alberi, ormai privi della loro chioma, pare si stringano gli uni agli altri sotto uno scialle di muschi e licheni che li uniforma alle rocce circostanti.
I torrenti, rinvigoriti dalle prime piogge, riprendono possesso dei loro alvei infrangendo il silenzio che riempie la valle come un immenso tappo di ovatta.
La neve fa ormai capolino sulle vette circostanti.
Nuvole di vapore fuoriescono dalle froge dei cervi, ansanti, dopo una breve corsa.
Il loro delicato e sensibile labbro sfiora il terreno ghiacciato in cerca di teneri fili d’ erba.
I loro corpi, perfettamente modellati da migliaia di anni di evoluzione, paiono non risentire dei rigori invernali.
Tutto intorno a noi è immobile, e le nostre anime si fondono con la natura che ci circonda.
Uno scoiattolo, forse l’ ultimo ritardatario, saltella agile tra i rami.
Starei fermo lì per ore ma, nonostante sia da poco passata l’ alba, mi rendo conto che il tramonto non tarderà ad arrivare.
C’è del lavoro da portare a termine, è necessario tracciare un sentiero dall’ inizio alla fine, accertarsi che non vi siano possibili deviazioni, renderlo sicuro per chi lo percorrerà dopo di noi.
Iniziamo e poco dopo ci ritroviamo immersi nel fitto bosco, pare ancora di sentire il vociare dei pastori che praticavano la transumanza, il tintinnio dei campanacci, il latrare dei cani che percorrevano il REGGIO TRATTURO fino ai caldi pascoli pugliesi, per poi fare ritorno in primavera inoltrata.
Tanti sono i segni della loro presenza, che questi uomini, hanno lasciato nel corso dei secoli. Di tanto in tanto il tratturo, ricoperto ormai quasi completamente dalla vegetazione, riappare quasi a volerci indicare la direzione.
La mattina scivola via velocemente, ora il “rumore” del silenzio viene sostituito dal cinguettio degli uccelli e dal canto della natura non completamente sopita.
Un gracchiare di cornacchie mi distoglie dalle mie faccende, l’ esperienza mi suggerisce che quel volo e quell’ eccitazione premoniscono presenza di cibo.
Cerco, nel fitto sottobosco, di individuarne la provenienza.
Mi pare di aver imboccato la direzione giusta, mi avvicino cauto quasi strisciando.
Tutto, intorno a me, pare immobile.
Sotto di me, in un leggerissimo avvallamento, si apre una piccola radura e sull’ erba gli ultimi resti di una carcassa che le cornacchie si contendono con… ma!
Scorgo due sagome, forse due cani, si certamente sono due cani non posso avere tanta fortuna da incontrare… mi avvicino ancora un po’.
Ora non odo più il cinguettio degli uccelli, il gracchiare delle cornacchie ma solo il battito del mio cuore che scandisce i tempi della mia emozione.
Ora li vedo bene… sono due LUPI.
Seguendo il corso della natura divorano i resti di un animale, nulla va sprecato.
Non vorrei spaventarli, i loro movimenti sono guardinghi e spostano il cibo in continuazione.
Diventa per me difficilissimo inquadrarli, non stanno mai fermi, scatto alcune immagini e poi rimango ad ammirarli.
Il coinvolgimento è totale, ora il battito del mio cuore è assordante, il tempo scivola via veloce, forse dieci minuti forse un ora, questo è l’incontro che vale tutto un viaggio, un esperienza strepitosa !!!
Forse sono sazi, pare tutto un gioco con le cornacchie.
Uno dei due si allontana dal cibo pochi metri dando licenza ai pennuti di planarci sopra, ma quando già pregustano un facile pasto il lupo si getta sopra di esse spaventandole, quasi schernendole.
D’ improvviso decidono che è giunto il momento di andare.
Spariscono tra la vegetazione con qualche avanzo tra i denti, sicuramente andranno a nasconderlo per poi consumarlo in un secondo momento.
Rimango ancora lì rapito da ciò che ho appena vissuto, mi sento spettatore fortunato dello spettacolo che la natura ci offre, ora mi sento parte integrante di essa.
Intorno a me alberi, vento, foglie e torrenti, siamo tutti fratelli e figli di un'unica grande e benevola madre.
Torno sul sentiero alle mie attività ma ora la mia mente corre, corre libera accanto a due magnifici lupi.
Corriamo a perdifiato per boschi e radure, saltiamo di roccia in roccia e l’acqua dei torrenti non ci bagna, l’ aria del bosco colma dei profumi della natura ci sfiora e ci avvolge tutti, nei nostri occhi solo gioia.
Corriamo ancora… ma… cos’è questo rumore ???
Una voce ? Mi chiamano !
Ora ricordo… c’è del lavoro da portare a termine !!!

Questa è solo una delle magnifiche avventure che potrete vivere prendendo parte ad uno dei turni di volontariato che si tengono al P.N. d’ ABRUZZO MOLISE e LAZIO, durante i quali avrete la possibilità di integrarvi totalmente in quella che è la struttura del parco, conoscerne la storia, gli usi ed i costumi.
Conoscerete tante persone con la vostra identica passione e stringerete nuove amicizie.
Il parco è una splendida realtà italiana dove natura, cultura e tradizione si fondono per donare ai visitatori delle emozioni indimenticabili.
Come indimenticabili sono i paesaggi che si possono ammirare percorrendo i sentieri perfettamente tracciati sui quali con un po’ d’accortezza e fortuna si possono fare degli incontri eccezionali dal punto di vista faunistico.
Non potendo dipanare in queste poche righe un descrizione completa di tutte le attività del parco vi rimando al sito www.parcoabruzzo.it

Se vi è piaciuta questa storia visitate il sito www.fotografiamaxcaria.it





Potete ammirare altre foto di massimiliano caria in questa photogallery clicca qui per accedere

lunedì 19 gennaio 2009

Un nuovo anno...

di Stefania Pinotti

Ciao a tutti, siamo a gennaio, un altro anno è passato e spero che sia cominciato bene per tutti.
Il freddo fa pensare subito con desiderio all'estate e si comincia a chiedere in giro "dove passerai le ferie?" La ovvia risposta per molti di noi e' "Al Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise!" detta anche col tono che si usa parlando con un bimbo un po' scemo ;)
Effettivamente poi suona un po' strano raccontare con entusiasmo di quando raccoglievamo la spazzatura per i sentieri o di quando restauravamo ostelli..le persone che non hanno fatto servizio di volontariato in un parco ci fissano come fossimo extraterresti e gettano occhiate nervose in giro, cercando un'ambulanza della neuro o almeno un vigile!! Ma è così!
Adesso che Inachis sta diventando famosa, ovviamente arriveranno anche volontari di altri parchi con i loro diari, ma sostanzialmente credo che il discorso che faccio io, valga anche per loro. Perché cambiano i panorami, ma l'affetto che si prova per il "proprio" parco (da notare che io abito in Liguria!!) è sempre lo stesso e per "simpatia" si prova anche per gli altri parchi.
Quindi voi futuri volontari che ci leggete, state per entrare a far parte di una ristretta cerchia di esseri superiori che ha trovato l'illuminazione!! ahahah scherzo.
Anzi, state per entrare in una grande famiglia, che vi accoglier‡ a braccia aperte e anche qui, su questo diario virtuale, non siate intimoriti: scrivete, commentate, domandate, inviate fotografie! Risvegliate i ricordi sopiti dei vecchi volontari, convincete i vostri amici ad intraprendere questa esperienza, andate e moltiplicatevi, insomma!
E non preoccupatevi, non diventerete invasati come me..lo ero già, però il pensiero che adesso non manca più un anno intero al mio ritorno al PNALM mi rende più euforica!

venerdì 16 gennaio 2009

La Felicità ha i colori dei volontari

di Cristiana

Ciao amici volontari! Vi invio qualche foto dove ci sono anche io e i miei amici volontari che hanno condiviso con me un sacco di belle avven ture e piccoli disastri!
Nella prima foto a sinistra di gruppo siamo da sx: Emanuela, io, Simonetta, Annalisa, Luisella e Rita. Dietro di noi: Francesca, Nicola, Antoine e un'altra ragazza di cui non ricordo il nome...!Ops! In mezzo a noi, disteso comodo c'è Gino!
Questa foto è risale al settembre 2005, quando si è tenuto al PNA il I° Raduno internazionale dei Volontari della Natura. La seconda foto a destra risale all'agosto del 2004 (il mio ultimo turno!!!!)
Io non ci sono in foto perchè l'ho scattata, e siamo all'ostello di Villetta quando era ancora a disposizione come foresteria per i volontari. Sono presenti: Andrea e il piccolo Riccardo Moschin, Max, Cristina e Sofia Moschin, Gino, Simonetta, Emanuela e Francesca. Dietro di loro: James, Antonio e Alessandro (nb, penso che lui abbia fatto più turni di tutti, in assoluto!!!!)
Nella terza a sinistra, Aprile 2005, siamo davanti alla stupenda scenografia della Camosciara, Io, Annalisa, Rita e Alessandra.
Nella quarta foto a destra risale all'agosto 2004 e in mezzo a noi, steso c'è Mario.
Vorrei avere il tempo di raccontarvi di loro... ma intanto ve li ho presentati velocissimamente!!!!! Purtroppo le foto degli anni precedenti non le ho in versione digitale, devo scansionarle.
L'esperienza di volontariato è grande, forte. Nasce dentro, crescendo sempre più, L'Amore per quelle montagne, per i suoi boschi, i suoi misteri, per i suoi sguardi nascosti tra le cime e i sentieri nascosti... Amare il parco, significa amarlo c osì come esso è, con i suoi pregi, con i
suoi casini, con i suoi difetti, con le sue mille e mille cose da fare ancora e ancora!
Con i suoi turisti originali e strampalati, che ancora adesso nel 2009 continuano a chiederti "dove nidificano i camosci?". Fare il volontario porta ad una nuova coscienza del mondo grande e piccolo che ci circonda e ti inonda il cuore di entusiasmo, paura, coraggio, voglia di lottare e a volte...anche di immensa tristezza. Perchè davanti alla notizia di un ennesimo orso morto, un triste senso di inutilità prende l'animo di chi quei luoghi non può viverli tutto l'anno, ma che li ama dal profondo dei suoi sogni più grandi....
E come fai a non amare chi insieme a te condivide tutto questo???

Dovessi dire quale sia il regalo più bello e più grande che il Pna mi ha donato, sono sicuramente le persone, gli amici...che nonostante i km, i casini, la nostalgia e gli imprevisti, sono sempre nel mio cuore e con i quali i contatti resistono, nonostante tutto: quando dopo tanto arriva la gioia di riabbracciarsi, è come se il tempo vissuto lontani si tramutasse in un soffio di vento primaverile, portando con sé i profumi dei nostri ricordi, donandoci in un frammento di sogno di rivivere i giorni trascorsi insieme...ed ecco perché davanti ai cari occhi luminosi dei miei amici, non sento più la pesantezza del tempo senza di loro e senza i loro sorrisi.
Ecco perchè: La felicità ha i colori dei Volontari.

Un abbraccio a tutti voi, volontari sconosciuti e conosciuti, affinché portiate sempre vive con voi le emozioni semplici e genuine di una grande amicizia, di un grande amore verde, nati tra " le ombre di un bosco e la vita reale" (lingalad).

Vostra Cristiana

martedì 13 gennaio 2009

Neve Neve Neve!

di Claudia Alessandrelli

Ciao mia cara farfallina, finalmente torno a farmi sentire… non che non ti abbia pensato in questo ultimo periodo! Ti ho seguito sempre nei tuoi viaggi… Sono da poco tornata da una gita tra i meravigliosi paesaggi innevati delle montagne che piano piano fanno sempre più parte di me! L’inverno non solo è arrivato da un po’, ma con il 2009 si è fatto sentire davvero con tanta neve e tanto freddo. I laghi e i fiumi dalle mie parti sono già belli colmi di acqua per le ultime piogge, e questo mi fa felice. Non solo paesaggi, colori, profumi.. anche amici!! Ho infatti riabbracciato con molto piacere alcuni dei miei compagni d’avventura del turno di volontariato di quest’estate, e ho conosciuto nuovi amici, che si sono “divertiti” a passare un capodanno insolito come volontari al casone! Non è mancata l’occasione di risalutare Claudio, Antonella, Giulia, Luca, Alberto e Massimo, tutti belli imbaccuccati, che avevano partecipato ad una fiaccolata molto suggestiva, dedicata ai bambini, che si è fatta la sera del 30 a Civitella Alfedena! E poi abbiamo salutato anche la mitica Celestina, mentre andava di qua e di là di su e di giù con i volontari! Questi sono solo alcuni pensieri che allego a delle foto della mia “passeggiata”.. purtroppo le parole in questo momento non bastano a raccontare le emozioni vissute ciaspolando sulla neve fresca, lasciando tracce che dopo appena un’ora erano già ricoperte dalla neve che continuava a cadere fitta.. lì dove tutto era calma e solo apparente immobilità! Al prossimo viaggio carissima Inachis! Claudia

lunedì 5 gennaio 2009

Pensieri

Inachis? Un diario dove tutti possono riporre i propri ricordi, dove tutti possono andare per rivivere il passato che ha investito le proprie vite, come ha fatto Pietro impreziosendo il proprio diario con uno sfogo di qualche anno addietro, scritto dopo che la negligenza umana ha dimostrato i propri limiti causati dalla propria ignoranza. Inachis "esiste" grazie anche a Pietro e a tutti quelli che come lui credono nella sacralità della natura e quindi in quella dell'uomo, noi non vogliamo il "Mondo" ma più semplicemente delle risposte, concrete e coerenti ma delle risposte. Buona lettura e grazie.

Salviamo il parco

di Pietro Macera

Le questioni importanti delle conoscenze ecologiche di base sono gli studi che riguardano l’ecologia delle specie e i sistemi più complessi come le comunità vegetali e animali e tutte le relazioni complesse che esistono tra gli organismi e ambiente e fra gli organismi stessi. L’obiettivo dell’ecologia è quello di far conoscere gli strumenti necessari per affrontare i problemi di natura ambientale in cui è necessaria la conoscenza di tipo ecologica e biologica. Ma non basta! Bisogna integrare queste conoscenze con altre di natura interdisciplinare. Una sola visione naturalistica non è sufficiente per fare una diagnosi di tipo ambientale…Ecco perché è importante lo studio dell’Ecologia applicata. L’ecologia applicata studia gli impatti delle attività antropiche sull’ambiente, alle varie scale della biodiversità, i rimedi, le responsabilità e come dare supporto a chi deve fare le leggi giuste in materia ambientale.
Tutti avete saputo in questi giorni dei tre orsi marsicani avvelenati con strichinina (e anche dei lupi): atto di inciviltà senza pari!!! Una specie protetta e rara, di cui sono rimasti circa 50 esemplari, che dal punto di vista genetico rappresentano un numero troppo basso per poter garantire la conservazione di una certa variabilità atta a garantire la perpetuazione a lungo termine della specie, ed offrire più opportunità di sopravvivenza alle pressioni selettive che si modificano nel tempo.

Perché tutto ciò succede? Come l’ecologia applicata affronta la questione?

Cerchiamo di andare all’origine del problema…“Immaginiamo di arrivare nel Parco d’Abruzzo: vedo persone che fanno il carbone come una volta, persone che portano il gregge al pascolo,…..vedo persone che lavorano legate alle tradizioni locali. Vedo che l’economia di questo territorio non è un’economia aggressiva, vedo un contesto rurale, di montagna. Vedo anche che la natura è abbastanza conservata perché non c’è stato abbastanza capitale per intervenire in maniera aggressiva, non c’è stata la pressione del cosiddetto “cemento armato” e dell’industria. Sostanzialmente è rimasta un’economia più povera ma vicina alla natura. Il Parco presenta valli e cime montuose splendide, che permettono bellissime escursioni tra boschi, fiumi, laghi, borghi ed aree abitate da camosci, orsi, lupi, aquile, lontre, caprioli, e centinaia di specie di uccelli. Nel parco sono state censite oltre 1.200 piante superiori che formano una variegata foresta costituita essenzialmente di roverella , cerro, abeti, carpino nero, acero nero, fruttiferi selvatici e soprattutto il faggio intervallato dal sorbo montano, dal frassino e dall'agrifoglio. Parco storico per eccellenza, esempio di protezione della natura è considerato uno dei più prestigiosi d'Europa. Questo è un pezzo di mondo meraviglioso che va salvato! Come?..... si definiscono le regole del Parco…, che pongono dei vincoli necessari, anche a quelle persone che negli anni hanno dato un contributo per la conservazione di questo ambiente. Ed è duro per la gente entrare in questa mentalità:
- “Ma come, io ho conservato e tu mi metti i vincoli?” opinione collettiva che sembra una contraddizione!
- “Io sono un pastore e porto le pecore sempre al pascolo. Nel Parco ci sono lupi e gli orsi che mangiano le mie pecore. Ed io che faccio? Li ammazzo!” pensa il pastore.
Come è possibile levare dalla mente di un pastore che ha le pecore, che il lupo che gliele mangia non deve essere ucciso e che non costituisce inoltre un pericolo per la sua persona? Come è possibile levare dalla mente di un pastore che questo animale gioca un ruolo essenziale nell’ecosistema fragile e sovrasfruttato del parco?
Lo sviluppo del parco è avvenuto senza un coinvolgimento fortissimo delle popolazioni locali; ma qualcuno può dire: “Se aspettavi il consenso di tutti non avresti fatto il parco!”. È normale dunque che il territorio ha lasciato dei forti residui di conflittualità nelle persone e che si uniscono a molte ideologie contrarie, scatenando poi delle pesanti vendette contro tutto e contro tutti….e….se poi c’è un simbolo o un totem che diventa visibile (es. l’orso o il lupo), si cerca di sparare al simbolo. Il tema della morte degli orsi e dei lupi è il risultato soprattutto di errori di tipo territoriale. Se è vero che gli orsi hanno portato benefici al turismo, è vero pure che questi non si sono diffusi in maniera uniforme! Troppo semplice, troppo comodo, addossare la responsabilità degli orsi recentemente avvelenati nel Parco Nazionale d’Abruzzo alla gente “cattiva” d’Abruzzo o ai soliti bracconieri, senza curarsi di comprendere come fatti del genere, vistosamente dolosi, non si siano mai verificati prima d’ora, senza cercare di risalire alle origini del problema, senza cercare di comprendere le motivazioni che presumibilmente sono alla fonte di questa tragedia ambientalista; senza scuse verso chi ha commesso il misfatto, ma anche senza scuse verso chi ne ha presumibilmente la responsabilità morale. Oggi l’odio è stato fomentato da altri fatti, fatti nuovi, fatti che mai in Abruzzo, Lazio e Molise si erano verificati prima a memoria d’uomo. Chi ha fatto sì che gli orsi, un tempo selvatici, stiano sempre più addomesticandosi, frequentando i paesi, e quindi i pollai e le stalle (come un tempo facevano solo le volpi!)? Chi ha fatto sì che questi orsi si siano piano piano tanto assuefatti all’uomo da far sparire in alcuni di essi la paura ed il timore che ne avevano sempre avuto? Chi ha iniziato la tanto nefasta e criticata politica dei carnai, dei meleti e “caroteti”? Non si doveva forse pensare, come altri lo hanno fatto, al rischio di queste iniziative?
L’orso ha bisogno di restare selvatico nella sua selvaggia natura, non di vetrine da dare in pasto al turismo! Non è con una mossa mediatica come quella di offrire 10.000 euro di taglia che si salverà l’Orso marsicano, ma facendo sì che l’Orso ritrovi la quiete di un tempo sulle sue montagne, controllando ed impedendo un certo turismo escursionistico oggi e da sempre favorito; facendo sì che non debba per forza andare a razzolare nei pollai o nei bidoni dell’immondizia per cercare un cibo al quale mai prima si era abituato; facendo sì che ritrovi nel suo ambiente il cibo abbondante che trovava un tempo ed al quale si era abituato da generazioni (greggi e coltivazioni); facendo sì che i danni siano pagati immediatamente e lautamente, anziché sprecare i soldi in tante inutile iniziative scientifiche e mediatiche che a nulla servono se non a soddisfare l’ego di tanti. Troppi soldi per inutile ricerche di ecologica comportamentale e pochi soldi per indennizzare i danni ed operare direttamente coltivazioni a perdere e per sostenere la pastorizia. Che le autorità frequentino di più i paesi del Parco e studino il comportamento degli abitanti locali, ne studino le esigenze e cerchino di andare incontro alle richieste di aiuti incentivanti agricoltura e pastorizia e paghino i danni nella forma di più corretta e lauta possibile, e lascino perdere le continue interminabili ricerche ecologiche che finiscono per avere l’unica finalità di riempire le biblioteche degli appassionati, spinti sempre più “sulle tracce dell’Orso”. I parchi stanno diventando una macchina che favorisce l'affare e le competenze sono sempre più estranee alla reale gestione. Se c'è un attacco mirato ai parchi una ragione deve esserci. E senza dietrologie astruse, bisogna prendere atto che nonostante l'enorme sperpero di risorse in propaganda, non si è fatto quello che più era prioritario: educare.
Cultura vuol dire conoscenza, vuol dire trasformare la conoscenza in stili di vita, vuol dire raccogliere e proseguire l'insegnamento esistente della tradizione e dargli un'anima, uno scopo.
Il parco non è una forma differita di finanziamento ai comuni, non è coltivare il giardino per valorizzare terreni. E purtroppo il parco è diventato una macchina a favore dell'affare che ha dimenticato il motivo per cui esiste.
Ma al fondo di tutto, emerge lo sfacelo organizzativo. Un Ente con 10 dozzine di lavoratori spesso male impiegati, indennizzi per i danni degli animali selvatici scarsi e tardivi, centri visita chiusi o abbandonati, Aree faunistiche in deprecabili condizioni, nessuna innovazione nelle strategie di comunicazione e coinvolgimento...E pensare che per oltre un trentennio questo Parco da tutti imitato era stato considerato un punto di ispirazione e riferimento….Bisogna riflettere.

Macera Pietro

giovedì 18 dicembre 2008

Una foto... al parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise

di Fabio Mittica
Pionieri Croce Rossa Italiana
cri.image@libero.it



Mamma mia, quanto è piccolo il mondo...ecco la foto del parco... Per me la manovra PNALM è stata grandiosa, è bellissimo il parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise... se si considera che per una settimana ho abbandonato la mia calda e umida bari (45°di caldo), un po' come l'africa, per una la bella temperatura fresca del campo... mi sono adeguato e spero di poterla fare di nuovo l'anno prossimo!!!

Didascalia foto: questa foto è stata scattata il 15 Agosto, al secondo piazzale della Camosciara. In quella giornata i volontari della Croce Rossa Italiana e i volontari del Parco Nazionale d'Abruzzo erano impegnati nel pattugliamento dei sentirei... quel giorno è stata scattata questa foto di "gemellaggio".